Asfo Alpe Bout du Col
- Prali

Descrizione del contesto territoriale
Il comprensorio dell’Asfo, totalmente montano e situato nel Comune di Prali (TO), entro il vallone sommitale del torrente Germanasca, è composto da superfici pascolabili, boscate e rocciose che si estendono dal basso all’alto versante (dal Meire Giu dal Sap a ca 1700 m s.l.m. al Grand Queiron a 3055 m s.l.m.) confinando con diversi spartiacque (a sud-ovest con la Francia, a Nord-ovest con la Valle Argentera e a sud-est con la Val Pellice). L’ASFO ricade interamente ed esclusivamente all’Interno del comprensorio di pascolo Bout du Col.
Dalla seconda metà del Duecento si crea, in generale, una fortissima frammentazione della proprietà terriera privata, sia di tipo popolano che signorile, ma gli alpeggi, per la loro rilevanza economica, rimangono quasi completamente in mano ai signori locali o alle Abbazie conservando così grandi superfici unitarie. Carteggi medievali comprovano che i diritti di possesso sull’Alpe Bout du Col, o come scritto in alcuni testi “ _Boschi de Collo”,_ erano stati ceduti dal signorotto locale all’Abbazia cistercense di Casanova per il pascolo estivo delle proprie mandrie. L’Alpe Bout du Col ha mantenuto fino ai giorni nostri questo carattere di una vasta comproprietà indivisa privata (quasi 1150 ettari con circa 50 comproprietari), a cui si aggiungono approssimativamente 35 ettari di particelle private intercluse o limitrofe alla comproprietà appartenenti a singoli o famiglie di comproprietari e meno di una decina di ettari tra proprietà silenti e comunali (ex demaniali dati soprattutto dalla rete di piccole strutture militari costruite per la difesa del territorio).
Lo spopolamento della montagna avvenuto negli ultimi secoli, insieme alla diminuzione del controllo diretto da parte dei proprietari, ha però ridotto l’interesse alla conservazione di beni preziosi quali i pascoli e i boschi e la manodopera, determinando un’insufficiente sorveglianza sullo stato del territorio e consentendo così cattive pratiche silvo-pastorali e una scarsa manutenzione dei terreni affidata a margari, spesso privi di competenze tecniche adeguate e, data anche l’età sempre più avanzata, con difficoltà a evolvere nelle modalità di gestione per un corretto mantenimento nel tempo di un sistema ecosistemico equilibrato.
Nel 2023 questa grande realtà sopra descritta si è costituita in Asfo proprio per progettare e realizzare i Piani di Gestione Pastorale e Forestale per la conservazione, il recupero e il miglioramento dei terreni pascolabili e una migliore gestione forestale e per incrementare così il valore ecosistemico del comprensorio ottenendo anche un recupero di biodiversità oltrechè una valorizzazione della valenza paesaggistica, aspetto decisamente importante considerando che l’Asfo riguarda una porzione importante del comprensorio di Prali, area ad elevato valore turistico.

Descrizione dei progetti e delle attività
La costituzione dell’Asfo Alpe Bout du Col ha consentito di affidare l’incarico a tecnici per lo studio dei Piani di Gestione pastorale e forestale, ora avviati e in corso di implementazione grazie al contributo di € 35.400,00 della Regione Piemonte Bando 2022 _L.r. 21/2016. Disposizioni per favorire la costituzione delle Associazioni fondiarie e la valorizzazione dei terreni agricoli e forestali_.
L’avvio dei Piani di Gestione ha richiesto che si definisse un nuovo contratto per l’affidamento del comprensorio a un nuovo gestore disponibile a predisporre un piano di pascolo coerente con le linee indicate. Sono state individuate alcune azioni da eseguire secondo un cronoprogramma definito in collaborazione tra Asfo e gestori: tra queste, particolare attenzione è stata data al miglioramento nell’assegnazione delle aree a pascolo e nel dimensionamento dei carichi con un pascolamento razionato, attraverso recinzioni monofilo mobili elettrificate spostate giornalmente e l’utilizzo di cani da guardiania; all’azione mirata al contenimento degli arbusti e alla riconquista delle formazioni aperte attraverso l’inserimento di ovi-caprini, ormai abbandonati da decenni; all’inserimento di nuovi punti di abbeverata supplementari per favorire il recupero di aree già parzialmente invase da rododendro. Si auspica che presto si possa procedere con l’utilizzo di una mungitrice mobile.
La forte tendenza all’arbustamento diffuso (dato in particolare dallo sviluppo di rododendri) costituisce un fattore predisponente per il distacco valanghivo. Si prevede nel futuro di procedere a contrastare questo effetto con un’azione mirata al contenimento degli arbusti e alla riconquista delle formazioni aperte. Un altro intervento futuro dovrà essere il depezzamento ed accatastamento del legname in loco, che è un’azione incisiva e sostenibile per il recupero e il miglioramento delle aree a pascolo, ma che al momento non è né agevole, né tecnicamente realizzabile se non a fronte di costi non giustificabili per la presenza di tronchi schiantati interi largamente diffusi e di ceppaie rovesciante sul pascolo.
Visto che il comprensorio dell’Asfo non ricade all’interno di SIC o aree protette, sarebbe particolarmente interessante riuscire a sviluppare progetti che aumentino e sostengano la crescita di biodiversità grazie anche alla collaborazione con Enti di ricerca continuando su altri fronti la disponibilità ad oggi data per le esercitazioni dell'insegnamento di Gestione sostenibile delle aziende zootecniche montane del corso di Laurea magistrale in Scienze dei Sistemi Forestali e dell'Ambiente per l'anno 2026, e che vedranno la permanenza degli studenti per 2 giorni presso l'Alpe con analisi del territorio e della gestione zootecnica e pastorale.