Asfo Paradiso
- Mompantero

Descrizione del contesto territoriale
L’Associazione Fondiaria “Paradiso”, si trova nel comune di Mompantero, sulle pendici del Rocciamelone, famosissima montagna della valle di Susa di 3538 metri, su cui è issata una statua della Madonna, meta di pellegrinaggi e devozione.
I terreni affidati all’associazione fondiaria si estendono nella fascia di media montagna, dagli 800 metri ai 1500 metri di altitudine circa; un tempo erano adibiti a coltivazione di segale, patate, cipolle e prati da sfalcio, su terrazzamenti che consentivano la possibilità di coltivare, nonostante il pendio. L’esposizione a sud ha fatto sì che tutta la zona sia stata inserita nel progetto natura 2000 come “SIC OASI ZERO TERMICHE” grazie anche alla presenza di una flora tipicamente mediterranea e una fauna particolarmente ricca di farfalle, insetti (alcuni presenti solo in valle di Susa) e animali che denotano una grande biodiversità.
L’abbandono progressivo dei coltivi (data la grande fatica a fronte di redditi che a malapena garantivano la sussistenza) ha fatto sì che arbusti, rovi e bosco d’invasione abbiano piano piano occupato i terrazzamenti. Le abitazioni delle molteplici borgate, un tempo abitate durante il pascolo primaverile ed autunnale e la coltivazione, sono diventate seconde case o in alcuni casi ruderi.
Questa situazione ha favorito il propagarsi di un incendio di grandissime proporzioni che ha colpito l’intero territorio del comune di Mompantero nel mese di ottobre del 2017. La zona più devastata è stata proprio la zona intermedia. In una drammatica assemblea la popolazione ha deciso di tutelare il territorio con la creazione di un’associazione fondiaria poiché si è potuto constatare che i prati e gli alpeggi di alta montagna, essendo pascolati, hanno subito minore danno.
Grazie all'azione dell'Associazione Fondiaria e al coinvolgimento di tre aziende agricole già presenti sul territorio si è riusciti a raggruppare le molteplici particelle di terreno (la maggior parte piccolissime), permettendo a mandrie di piccole dimensioni di poter pascolare nel periodo primaverile, prima della transumanza verso i pascoli alti e, se la stagione lo consente, nel periodo autunnale.
A distanza di sei anni i risultati sono molto buoni: Il bosco di invasione ha rallentato la sua avanzata e nei prati sono tornati l’erba, i fiori e le orchidee, queste ultime patrimonio di tutela nazionale.

Descrizione dei progetti e delle attività
L’associazione fondiaria, come detto, nasce su terreni percorsi da incendio; al fine di permettere il pascolamento è stato necessario eliminare, per quanto possibile, il legname bruciato. Grazie ai fondi dei bandi regionali, uniti alle risorse che i soci hanno devoluto all’associazione, è stata incaricata una ditta che ha provveduto, in più tranches, al taglio degli alberi bruciati e al loro accatastamento, rendendo nuovamente fruibili i pascoli.
Poiché la montagna di Mompantero è esposta a sud ed è particolarmente carente d’acqua, si è reso necessario il ripristino di antichi canali irrigui e acquedotti, tra cui un impianto legato al forte del Pampalù e alle casermette militari ancora presenti, seppur abbandonate.
Per evitare il formarsi di sentieramenti e facilitare l’abbeveraggio delle mandrie sono stati acquistati tre abbeveratoi, facilmente spostabili in base alle necessità di pascolo; contestualmente sono state acquistate anche le relative condutture idriche.
Il nostro auspicio è quello di implementare ulteriormente le zone di pascolo, estendendole ai terreni ancora ricoperti da alberi bruciati e caduti, nonché da sterpaglie varie.
La collaborazione con l’amministrazione comunale è risultata ed è tuttora proficua e, data l’estensione del territorio, la grandissima frammentazione dei fondi e il loro diffuso abbandono, assolutamente necessaria.
L’associazione fondiaria ha collaborato e collabora tuttora con il Parco Alpi Cozie, che ha in gestione l’oasi zero termica su cui insistono i terreni a noi concessi in gestione dai soci. Il Parco ha fornito abbeveratoi in comodato d’uso e ha coinvolto l’associazione fondiaria nel progetto Interreg “COMUNITÀ CUSTODE”, che prevede azioni per la tutela della biodiversità, il sostegno ad attività legate alla cura del territorio e l’implementazione dell’imprenditorialità giovanile, come ad esempio la produzione di formaggi locali con timbratura a marchio _Monte Rocciamelone_ , attualmente in fase di definizione.
Rimane ancora un sogno: il recupero dei numerosi terrazzamenti, con i relativi muretti a secco, presenti nella parte più bassa della montagna. Tale area sarebbe particolarmente adatta a coltivazioni di olivi, viti e piante officinali. Perché ciò possa realizzarsi è necessario far confluire questi terreni nell’associazione fondiaria, ma soprattutto coinvolgere imprenditori disposti a scommettere sul futuro della nostra montagna.