Asfo di Venaus
Via Roma 4 - Venaus
Descrizione del contesto territoriale
Il territorio comunale di Venaus ricade interamente in area classificata montana e presenta una notevole varietà di ambienti in funzione della quota e della morfologia del suolo.
Nelle zone di fondovalle e sulle conoidi a pendenza più moderata si concentrano le aree coltivate e i prati stabili, che costituiscono il principale ambito dell’attività agricola. I versanti montuosi sono invece prevalentemente coperti da boschi tipici dell’ambiente alpino. Al di sopra del limite della vegetazione arborea si estendono pascoli e praterie d’alta quota, ambienti di elevato valore naturalistico. Le fasce altimetriche più elevate, oltre i 2.500 metri, sono infine caratterizzate da aree rocciose, ghiaioni e superfici incolte, poco o per nulla idonee allo sviluppo della vegetazione.
Dal punto di vista demografico, il comune registra da anni un lento ma costante processo di spopolamento. La popolazione residente è stimata in 847 abitanti nel 2025, con una densità pari a 44,25 abitanti per km². Il numero di residenti è progressivamente diminuito, passando dai 959 abitanti del 2011 agli attuali 847.
L’economia locale è legata a settori tradizionali dell’ambiente alpino. Un ruolo di rilievo è svolto dalla produzione di energia idroelettrica, grazie alla presenza di importanti infrastrutture quali la centrale del Moncenisio (gruppo ENEL) e una parte dell’impianto Pont Ventoux–Susa (gestito da IREN), caratterizzate da un salto idraulico superiore ai 1.300 metri.
Accanto al settore energetico, Venaus punta sulla valorizzazione turistica e culturale del territorio. Il comune è noto per la storica danza degli Spadonari, tradizione di origine protostorica che si svolge in occasione delle feste patronali e rappresenta un forte elemento identitario. Eventi culturali e musicali, come il festival “Alta Felicità”, attraggono un pubblico numeroso, mentre l’escursionismo e l’alpinismo sono favoriti dalla presenza del Rifugio Avanzà, situato a 2.580 metri s.l.m.
Negli ultimi decenni Venaus è stato inoltre al centro dell’attenzione nazionale per le proteste del movimento NO TAV, legate alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione.
L’economia agricola locale si basa prevalentemente su un sistema zootecnico di tipo estensivo, che integra le stalle di fondovalle con l’alpeggio stagionale, affiancato da alcune realtà impegnate nella trasformazione del latte. Tuttavia, a partire dagli anni ’60-’70, il settore primario ha conosciuto un progressivo declino, dovuto alla perdita di attrattività dell’agricoltura e della zootecnia a favore dell’industria e dei servizi, nonché alla diminuzione della natalità e della disponibilità di giovani allevatori. Tale processo ha comportato l’abbandono delle superfici pascolive, con conseguente avanzamento del bosco e degrado del territorio.
In questo contesto di difficoltà strutturali e di forte frammentazione fondiaria, che rende antieconomica la gestione di appezzamenti di dimensioni ridotte, è stata istituita l’Associazione Fondiaria (ASFo), di cui il Comune di Venaus è socio fondatore, con l’obiettivo di contrastare l’abbandono agricolo e favorire una gestione più efficiente delle superfici rurali.
Descrizione dei progetti e delle attività
Il progetto FOR.PRO.VENAUS, ammesso a finanziamento nell’ambito della PAC 2023–2027 – Intervento SRG08, Tipologia 2, è finalizzato al miglioramento della funzione di protezione esercitata da circa 30 ettari di boschi (lariceti e faggete) nel territorio comunale di Venaus, in aree caratterizzate da macchiatico negativo e soggette a rischio di caduta massi e valanghe.
Il partenariato di progetto è composto dall’Impresa Tisserand S.r.l. (capofila), dalla Roche S.r.l. (segheria), dal Comune di Venaus e dall’Associazione Fondiaria (AsFo). L’elemento innovativo dell’intervento risiede nella gestione associata pubblico-privata delle superfici forestali e nell’impiego di tecniche di esbosco aereo mediante elicottero leggero, che consentono la movimentazione di circa 1.032 m³ di legname senza la realizzazione di nuova viabilità forestale, riducendo così l’impatto ambientale.
Il progetto prevede inoltre la valorizzazione economica del materiale legnoso estratto, con destinazione del larice alla produzione di tavolati e del faggio alla realizzazione di pannelli multistrato, in un’ottica di autosostenibilità economica dell’intervento. Il costo complessivo del progetto ammonta a € 191.363,96, al netto del valore del legname stimato in € 37.378,55.

Nell’ambito del “Bando per la promozione dell’associazionismo fondiario e della gestione forestale associata – Anno 2024”, l’Associazione ha presentato domanda di contributo per un importo pari a € 80.000,00, dichiarata ricevibile con un punteggio provvisorio di 63,0.
Il progetto esecutivo, denominato “Pianificazione e gestione silvo-pastorale congiunta”, è stato formalmente trasmesso per un costo complessivo di € 79.980,47 ed è incentrato sulla gestione associata delle risorse silvo-pastorali. Le attività previste si articolano in quattro principali tipologie di intervento:
Redazione di un Piano di Gestione Forestale (PGF) su circa 61 ettari di superfici silvo-pastorali (BII);
Interventi selvicolturali in aree a macchiatico negativo per una superficie di circa 4,51 ettari (BIV);
Potenziamento dei punti acqua a servizio dell’attività pastorale (CIII), comprensivo della posa di circa 900 metri di tubazioni;
Manutenzione straordinaria della viabilità agro-silvo-pastorale (CIV), finalizzata al ripristino della pista Grange Marzo, mediante l’utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica (micropali e palificate).
Il progetto si trova attualmente nella seconda fase istruttoria, avviata a seguito della scadenza prorogata al 29 settembre 2025, finalizzata alla definizione della graduatoria definitiva.

Parallelamente, l’Associazione sta completando la domanda di sostegno, da presentare tramite la piattaforma FINDOM, in attuazione della Determinazione Dirigenziale n. 735 del 7 ottobre 2025, relativa all’iniziativa FOSMIT – “Interventi di recupero dei terrazzamenti nei territori montani”.
L’intervento è finalizzato al recupero e al consolidamento dei muretti a secco a sostegno dei terrazzamenti coltivati a castagno da frutto nel Comune di Venaus, elementi fondamentali per la prevenzione del dissesto idrogeologico e la tutela del paesaggio agrario tradizionale. La documentazione tecnica prevede il ripristino di circa 244 m² di muratura, intervento indispensabile per la continuità della coltivazione e per la protezione delle infrastrutture irrigue esistenti.
L’Associazione, in qualità di soggetto privato in forma associata, partecipa al bando a sportello, che prevede un punteggio minimo di 12 punti per l’ammissibilità. Il termine ultimo per la presentazione della domanda è fissato al 28 novembre 2025 (ore 12:00). Il sostegno è concesso in regime “de minimis”, con un contributo massimo erogabile pari a € 135.000,00 e un’intensità di aiuto fino al 90% delle spese ammissibili.

Attività in programmazione
Tra le azioni in fase di definizione rientrano:
la predisposizione di un progetto di recupero dei castagneti da frutto su una superficie superiore a 6 ettari, a valere sull’intervento SRG08;
l’avvio di un progetto pilota di olivicoltura nel territorio di Venaus, finalizzato alla diversificazione produttiva e alla valorizzazione delle colture tradizionali.